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Antartide occidentale già coperta dal ghiaccio 34 milioni di anni fa

Sfilata di pinguini sul ghiaccio di fronte alla nave da ricerca degli Stati Uniti “Nathaniel B.Palmer” (fonte: John Diebold / ScienceDaily)

Sfilata di pinguini sul ghiaccio di fronte alla nave da ricerca degli Stati Uniti “Nathaniel B.Palmer”
(fonte: John Diebold / ScienceDaily).

Una ricerca condotta dall’Università della California, Santa Barbara (UCSB), dimostra che l’Antartide Occidentale era coperta da una calotta di ghiaccio 20 milioni di anni prima di quanto abbia finora ritenuto la Comunità scientifica internazionale.

Va precisato che per Antartide occidentale si intende la regione del continente antartico che si affaccia sull’Oceano Pacifico e che comprende la Terra di Marie Byrd, la Terra di Ellsworth e la Penisola Antartica.

Lo studio statunitense indica che le calotte di ghiaccio cominciarono a formarsi sul subcontinente antartico occidentale all’inizio di un passaggio climatico globale da condizioni di caldo da effetto serra ad un freddo ‘da ghiacciaia’ – per dirla con i ricercatori – verso i 34 milioni di anni fa.

Precedenti simulazioni al computer erano già state in grado di mostrare la quantità di ghiaccio che le registrazioni geologiche suggerivano esistessero in quel momento nella parte occidentale dell’Antartide e che la parte orientale da sola non avrebbe potuto sostenere.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters.

All’inizio delle ricerche pubblicate nel 2009 e nel 2012 dallo stesso team, era stato dimostrato che, al momento della transizione climatica globale, la parte occidentale dell’Antartide era più elevata sul livello del mare di quanto non sia oggi.

La errata convinzione che la parte occidentale dell’Antartide fosse più piatta e simile all’attuale è stata fuorviante ed ha portato gli studiosi a trascurare la valenza di questa caratteristica nei loro lavori.

La nuova ricerca offre prove convincenti che questa massa di terra più elevata abbia favorito la formazione di una grande copertura di ghiaccio che si accrebbe più in fretta di quanto precedentemente stimato, nonostante l’oceano fosse in passato molto più caldo.

“Il nostro nuovo modello identifica l’Antartide occidentale come un luogo ideale per l’accumulo della quantità di ghiaccio in più che si stava formando sulla Terra in quel momento”, ha detto Douglas S.Wilson, ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Istituto Marino della Scienza presso la UCSB. “Abbiamo scoperto che la calotta antartica occidentale ha fatto la sua comparsa prima del Miocene, cioè dei 14 milioni di anni fa, come finora era stato ritenuto.

E infatti la nostra simulazione mostra che si formò contemporaneamente alla massiccia calotta antartica orientale, circa 20 milioni di anni prima, fissando così la sua nascita a 34 milioni di anni fa, alla fine dell’Oligocene”.

E’ proprio sul finire del periodo caldo dell’Oligocene, infatti, che si verificò il brusco raffreddamento climatico, la cui tendenza si era comunque già manifestata nel corso dei milioni di anni precedenti.

Wilson e il suo team hanno utilizzato un sofisticato modello numerico di quantificazione del ghiaccio per sostenere il loro punto di vista.

Usando la loro nuova mappa dell’altitudine del continente antartico, gli studiosi hanno operato una simulazione al computer sui modi di deposizione del ghiaccio. A differenza di precedenti simulazioni di glaciazioni antartiche, questa ricerca ha scoperto che la calotta antartica in formazione incluse quantità imponenti di ghiaccio sul continente antartico occidentale.

L’attuale calotta antartica occidentale contiene circa il 10 per cento del ghiaccio totale antartico ed è paragonabile, sia pure in scala, alla calotta glaciale della Groenlandia.

L’Antartide occidentale e la Groenlandia sono entrambi i maggiori protagonisti dell’innalzamento del livello marino dovuto al riscaldamento globale, a causa della vulnerabilità e della grandezza delle calotte di questi subcontinenti.

Stime scientifiche recenti hanno stabilito che il livello globale dei mari salirebbe in  media di 11 metri qualora si sciogliesse la calotta antartica occidentale. Un analogo innalzamento si aggiungerebbe a questo, se si dovesse sciogliere anche la calotta glaciale della Groenlandia.

Gli oceani salirebbero così, secondo gli scienziati, ad un livello totale di circa 24 metri.

I ricercatori della Università della California hanno simulato una serie di calotte per ridurre il margine di errore di incertezza nelle ricostruzioni  topografiche: è stata valutata così una crescita di ghiaccio databile a 34 milioni di anni fa che ha interessato sia la parte orientale che quella occidentale del continente antartico.

Un risultato sorprendente è che il volume totale di ghiaccio calcolato sull’Antartide in quel tempo sarebbe stato 1,4 volte più grande di quanto precedentemente ritenuto ed è maggiore dell’attuale copertura glaciale.

Il co-autore Bruce Luydendyk, dell’Università della California, ha così concluso: “Riteniamo che sia importante per l’opinione pubblica sapere che le origini della calotta glaciale antartica occidentale siano state riviste e che gli scienziati stiano prestando particolare attenzione al suo ruolo nel clima della Terra, ora e in passato”.

Leonardo Debbia
15 settembre 2013

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