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Quasi la metà delle nuove fonti energetiche installate nel mondo sono pulite

C’è molta energia pulita all’orizzonte. Almeno metà della nuova generazione energetica è rinnovabile, e i costi dell’energia solare ed eolica stanno cadendo bruscamente.

Questa notizia dovrebbe dare fiducia ai governi nello strigere degli accordi più forti riguardo al clima, il prossimo anno, afferma Achim Steiner, direttore del “United Nations Environment Programme (UNEP).

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Ciò avviene una settimana prima della valutazione, da parte dell’IPCC, di come affrontare ed evitare un pericoloso cambiamento climatico, sottolineando l’importanza della rapida conversione alle rinnovabili.

L’ultimo Global Trends in Renewable Energy Investment [1], pubblicato dalla UNEP, rivela che il 44 per cento di tutta la capacità installata l’anno scorso nel mondo era rinnovabile. Questo nonostante ci sia stato un calo del 14 % nell’investimento sulle rinnovabili e in generale sulla nuova energia elettrica.

Le politiche della green energy però cambiano velocemente.

La Cina ora è il leader mondiale in questo campo, dopo aver superato l’Europa. L’anno scorso ha investito 56 miliardi di dollari in energia verde.

La bolla delle rinnovabili sembra essere scoppiata in un Europa a corto di liquidità, essendo stata all’avanguardia in questo settore per oltre un decennio. Il continente ha tagliato gli investimenti del 44 per cento.

L’unica grande eccezione è stato il Regno Unito, che ha aumentato gli investimenti del 12 per cento nonostante il malcontento nel partito conservatore al governo. Per la prima volta, l’Inghilterra ha speso più della Germania, con in testa progetti come il parco eolico gigante di Westermost Rought.

Sono saliti anche gli investimenti da parte del Giappone, in aumento del 80 per cento. Questo grazie a una corsa per l’installazione di pannelli solari [2] dopo la distruzione delle centrali nucleari del disastro di Fukushima 2011.

Le rinnovabili hanno evitato l’emissione di 1,2 miliardi di tonnellate di diossido di carbonio (CO2) nel 2013, dice l’autore Ulf Moslener, della Frankfurt School of Finance & Management in Germania. Oltre alle dighe idroelettriche, il contributo maggiore viene dato dai pannelli fotovoltaici e le turbine eoliche onshore.

Il costo di produzione dell’energia solare è caduta del 25% dal 2009, e nello stesso periodo quello di produzione dell’eolica è scesa del 53%. Come risultato abbiamo un gran numero di questi progetti in costruzione senza bisogno di sussidio.

In più i prezzi delle azioni nelle compagnia di energia pulita, in caduta fin dall’inizio della recessione globale, sono aumentati del 54% lo scorso anno.

[1] http://fs-unep-centre.org/publications/global-trends-renewable-energy-investment-2014
[2] http://www.newscientist.com/article/mg21528764.800-japan-could-become-second-biggest-solar-power-nation.html


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